Edmund e la gioia ritrovata
Era la notte della vigilia di Natale, e un soffice manto di neve avvolgeva il piccolo villaggio di Snowdale. Le luci delle case brillavano calde e accoglienti, mentre le risate dei bambini si udivano in lontananza. Nell’aria c’era un profumo di pino e biscotti appena sfornati, e l’atmosfera era carica di aspettativa.
Al centro del villaggio viveva un vecchio toymaker di nome Edmund. Da anni, Edmund costruiva a mano giocattoli meravigliosi, pieni di dettagli e magia, ma quel Natale si sentiva particolarmente solo. Sua moglie era passata a miglior vita qualche anno prima, e i suoi figli vivevano lontano. Tuttavia, il suo laboratorio era ancora pieno di vita grazie alla sua unica compagna, una giovane volpe di nome Luma, che lo seguiva ovunque.
Mentre lavorava all’ultimo regalo della serata, un carillon intagliato con cura, udì un lieve bussare alla porta.
“Chi può essere a quest’ora?” si chiese, asciugandosi le mani sul grembiule. Quando aprì, trovò davanti a sé una bambina infreddolita. I suoi occhi grandi e lucenti lo fissavano timidamente.
“Buonasera, signor Edmund. Mi chiamo Clara. Il mio fratellino è malato, e io non ho nulla da dargli per Natale. Mi aiuterà?”
Edmund sentì il cuore stringersi. “Certamente, entra pure. Scaldiamoci accanto al fuoco.”
Mentre Clara sorseggiava una tazza di cioccolata calda, Edmund iniziò a rovistare tra i suoi giocattoli. Trovò un piccolo trenino di legno, perfettamente funzionante, e un orsacchiotto con una sciarpa rossa. “Pensi che questi possano piacere al tuo fratellino?” le chiese con un sorriso gentile.
Gli occhi di Clara si illuminarono. “Oh, sì! Sarà così felice! Grazie, signor Edmund!”
Ma prima che Edmund potesse rispondere, la volpe Luma iniziò a fissare il carillon ancora incompiuto. Il vecchio toymaker capì subito cosa fare. Lavorò con rapidità e precisione, aggiungendo gli ultimi dettagli e caricando il meccanismo. Quando il carillon iniziò a suonare una dolce melodia, Clara lo guardò incantata.
“Portalo con te. Questo carillon porta gioia a chi lo ascolta,” disse Edmund, consegnandoglielo.
Clara lo ringraziò calorosamente e corse via nella notte con i doni stretti al petto. Edmund chiuse la porta con un misto di tristezza e speranza. Tornò al suo laboratorio, ma quella notte non riuscì a dormire.
La mattina di Natale, Edmund fu svegliato da un frastuono fuori dalla sua finestra. Quando guardò fuori, vide Clara, il suo fratellino e molti altri bambini che cantavano canti natalizi nel cortile innevato. Accanto a loro c’erano gli adulti del villaggio, ognuno con un sorriso caloroso e un piccolo dono per Edmund.
“Grazie per aver riportato la magia nel nostro Natale, signor Edmund,” disse Clara con gli occhi pieni di gratitudine. Per la prima volta da anni, Edmund sentì il cuore scaldarsi di una gioia che credeva di aver perso. Aprì la porta, e insieme celebrarono il Natale più bello che Snowdale avesse mai visto, con risate, musica e il dolce suono del carillon che si diffondeva nell’aria.


